Storia

La cooperativa sociale Solaris Lavoro Ambiente è stata costituita, per gemmazione dalla cooperativa Solaris Servizi, il 21 luglio 1993 a seguito delle indicazioni legislative Legge 381/91, Legge Regionale 16/93 e successive circolari.
È’ iscritta all’Albo Regionale delle Cooperative Sociali alla Sezione “B” al foglio 43 numero progressivo 86.

La finalità statutaria della cooperativa è promuovere e realizzare integrazione socio-lavorativa per persone in condizioni di disagio, a rischio di esclusione o marginalità sociale. La cooperativa lavora per lo sviluppo che intrecci l’area sociale e l’area produttiva: strategia indicata dai soci in un’ottica di qualità dei servizi. Articola ed implementa collaborazioni tra amministrazioni comunali e settore no profit per sviluppare politiche attive di integrazione ed intensificare pratiche riabilitative efficaci.

La cooperativa offre dunque percorsi di inserimento, esperienze di lavoro e di formazione a persone in difficoltà seguite dai servizi sociali, persone svantaggiate, in condizione di sofferenza psichica, con vissuti di tossicodipendenza, ammesse a misure alternative alla detenzione, minori in difficoltà, persone con problemi di alcol dipendenza.
La cooperativa ha 34 soci di cui 22 lavoratori.

La cooperativa applica per i soci lavoratori il regolamento interno.

Per i dipendenti viene applicato il contratto nazionale del settore in cui operano.

SCHEDA SULLA APPLICAZIONE DELLA LEGGE 381/91.

Cooperative sociali.
La legge 381/91 ha definito il ruolo delle cooperative sociali: “perseguire l’interesse generale della comunità alla promozione umana e all’integrazione sociale” (art. 1). Ha stabilito due forme di operatività: le cooperative sociali di tipo A che si occupano di servizi socio-sanitari ed educativi, e le cooperative di tipo B che finalizzano le loro attività produttive all’inserimento socio-lavorativo di persone in condizioni di svantaggio sociale.

Punti di forza della Legge 381/91.
La Legge 381/91 prevede, all’articolo 5, la possibilità per gli enti pubblici e per le amministrazioni comunali di “derogare alla disciplina in materia di contratti della pubblica amministrazione” e stipulare convenzioni dirette con le cooperative sociali di tipo B iscritte all’albo regionale. La possibilità di convenzionamento diretto tra amministrazioni comunali e cooperative di tipo B ha lo scopo di facilitare collaborazioni che favoriscano processi efficaci di inserimento socio-lavorativo sul territorio, in risposta a bisogni di integrazione della comunità locale.

Dallo svantaggio sociale al lavoro.
Chi sono le persone svantaggiate? Noi le indicheremo qui come persone in condizioni di svantaggio, volendo intendere che lo svantaggio, il disagio, la povertà, il rischio, o l’effettiva esclusione sociale, non sono uno stato immodificabile, ma appunto, una condizione; dalla quale si può uscire, o nella quale si possono migliorare i margini di benessere relativo, così che essere in condizione di svantaggio risulti un po’ meno gravoso. Nell’articolo 4 della Legge 381/91 si indicano le tipologie di svantaggio, cioè le persone in condizione di svantaggio, per le quali è possibile costruire tracciati di inserimento mediato. Esse sono: persone in condizione di sofferenza psichica, persone con problemi di tossicodipendenza, persone con problemi di alcol dipendenza, persone con handicap psichici, fisici, sensoriali, persone ammesse alle misure alternative alla detenzione, minori in età lavorativa in situazione di difficoltà famigliare.

La cooperativa sociale di tipo B deve avere nel suo organico almeno il trenta per cento di persone rientranti nelle tipologie che abbiamo descritte.

Il circolo virtuoso che la Legge 381/91 vuole innescare.
È evidente che il Legislatore ha voluto che si innescasse un circolo virtuoso: amministrazioni comunali e enti pubblici possono affidare commesse di lavoro ed avere a disposizione postazioni di lavoro o di tirocinio, attraverso le quali effettuare interventi di reinserimento sociale e lavorativo per persone seguite dai servizi sociali comunali o delle ASL.

Le qualità della cooperazione sociale B.
La cooperazione sociale è cresciuta. È in grado di offrire servizi e prodotti di qualità e qualità nei processi di integrazione socio-lavorativa. imprese sociali di tipo B sono partner di molte amministrazioni in settori produttivi non residuali, dialogano e collaborano quotidianamente con gli uffici tecnici, e con i servizi sociali per realizzare interventi operativi e sociali che rispondano alle esigenze di chi è in difficoltà.